Costituita nel maggio 2000 l'associazione, che nel frattempo si è ampliata
ed evoluta, ricorda in questa occasione il suo socio fondatore, e vuole
attribuirgli un dovuto omaggio alla memoria.
Paolo
Spada è stato un uomo di straordinaria cultura nel campo
delle arti figurative e esimio socio fondatore che, con la ferrea volontà che
lo ha sempre contraddistinto, ha fortemente sostenuto la nascita dell'associazione
e ne ha condiviso interessi e attività solo per breve tempo,
causa la sua prematura scomparsa.
Hanno scritto di lui:
Paolo Spada è un artista dall'accentuato eclettismo. Si badi, noi
non usiamo il termine riduttivamente ma nel suo reale senso e significato
per evidenziare l'ampio spettro di interessi cui è volto l'operare
di questo artista dalle competenze variegate, le quali sono i risultati
tangibili di una connaturata curiosità intellettuale e di una costante
e rigorosa attività di studio e di ricerca.
Spada è, infatti, pittore, scultore, ceramista, saggista e tante altre cose ancora,
attività queste svolte tutte all'insegna di una qualificata professionalità ove
creatività
e talento si fondono entro quella "logica dell'incoerenza" che diventa "modus
operandi" e perciò stesso (per contraddizione) precisa e inattaccabile coerenza
metodologica. Qualche esempio? I numerosi manuali con i quali Paolo Spada insegna
a disegnare e a dipingere, a scoprire i segreti della ceramica o della scultura,
a imparare i complessi metodi di formatura e via discorrendo.
In quanto artista, invece, non possiamo non apprezzare la qualità del suo segno
fluido e nervoso, l'inventiva delle sue composizioni e l'uso di un colore sempre
trattato con perizia consumata. Il suo modo espressivo, tratto da spunti realistici
o da ascendenze di tipo surreale o, ancora, da inclinazioni all'astrazione (anche
in tal senso l'artista tende a spaziare entro l'eclettica poetica del "discontinuo")
difficilmente può essere inserito in qualche omologata tendenza o corrente contemporanea,
comunque troppo stretta a contenere i voli pindarici di una creatività esuberante
e di una fantasia inarrestabile.
Queste qualità permangono integre anche nella sua produzione plastica, mai scontata
o prevedibile anche dal punto di vista dei materiali usati i quali, sempre diversi
e vari, sono volti ad ottenere una perfetta consonanza con le peculiarità dell'opera
e le sue caratteristiche linguistiche, formali, contenutistiche e comunicazionali.
Della sua produzione (ma è solo una questione di gusto individuale) noi apprezziamo
in modo particolare quelle opere meno legate all'oggettività e che consideriamo
suscettibili di approfondimenti e di proficui esiti espressivi.
Franco Migliaccio - 04-11-1999
(Critico d'arte, pittore, docente di Storia d'Arte Contemporanea presso l'Accademia
di Belle Arti di Brescia)
...Un buon pittore, per solito, inizia a diventare noto anni e anni dopo la sua
morte; a volte, il Magnasco insegna, anche dopo qualche secolo. Perché?
Perché
la sua pittura s'è decantata, si offre in una visione d'insieme, noi stessi
abbiamo spazio per capirla in prospettiva, e non ci sono più interessi diretti.
È diventata, allora, pienamente, ciò che è lo scopo precipuo dell'arte:
testimonia il suo tempo.
Così mi piace riprendere in mano la penna (anche se oggi l'ho oggi sostituita
con la tastiera del computer), per scrivere una pagina ancora su Paolo Spada,
vent'anni dopo. I vent'anni trascorsi mi pemettono così d'apprezzare la coerenza,
la vitalità, la gioia e il tripudio del fare di questo multiforme artista, sotteso
alla nuova costruzione allitterando il verbo di un tempo nella dimostrazione
evidente che la sua fonte non si è esaurita.
Soprattutto, Spada dimostra a molti facitori d'oggi, che l'ambiente (il "campo",
in psicologia) non prevarica, se si ha forza sufficiente per non lasciarsi prevaricare.
Oggi il tempo, rispetto a vent'anni or sono, è del tutto differente...
...Possiamo anche affermare che oggi viviamo semplicemente in un momento socio-economico-politico
tra i più difficili, come lo è di tutti i grandi periodi storici di transizione.
Si conclude l'era industriale (anzi: siamo già nel post-industriale), si apre
l'era informatica.
Gli interessi economici, e il depauperamento dei valori etici, conseguenza dell'industrializzazione
delle coscienze, mostra la trama; il "potere del denaro"
s'è consumato sino alla corda, e lo splendido tappeto d'un occidente ricco ed
egoista ha oramai perso tutti i suoi colori...
...Quanti hanno ceduto le armi, quanti sono costretti alla morte civile, al silenzio!
Verrà detto, tutto questo quando, domani, sanata questa situazione (sarà possibile?),
verranno ripescati i pochi valori sopravvissuti a questo medioevo buio della
ragione e delle arti? Tra i valori recuperati, sarà dato a Paolo Spada il posto
che gli compete?
In tempi di oscuro furore, in tempi dì sterile odio, in tempi d'ignomignosa ignoranza
l'arte non vive come non si vive senza ossigeno. Quei pochi artisti veri che
oggi stentano la loro vita difficile spinti dall'imprescindibile forza della
loro ispirazione e del bene, avranno il giusto riconoscimento? Comunque, Paolo
Spada, nella dimostrazione evidente che la sua fonte non si è esaurita, sarà
fra i testimoni d'una forza che ha l'arte e il bene anche in periodi tragicamente
bui come il nostro, in cui oggi, ad una manciata di giorni dal 2000, siamo costretti
a vivere...
...Questa è la forza di Paolo Spada, cui sono affidate le speranze e le sorti
a lui come a tutti i grandi artisti sinceri onesti e qualificati di questo nostro
periodo infelice...
...Paolo Spada, valido in tutte le tecniche, tumultuoso in tutte le correnti
del fare immagine, ha invece l'arte dalla sua, è invece il pittore serio della
speranza a venire.
Gabriele Mandel (stralcio da una lettera del 15-07-1999) |