Lo
sguardo lieve dell'acquerello è l'emozione che l'artista intende trasmettere
con un personalissimo ritorno all'espressione romantica, sia quando
imprime su carta le immagini di paesaggi incontaminati dalle odierne
brutture, sia quando si allontana dal reale e in un astratto basato
sul gioco acqua-colore indica più sentimenti che non visioni.
Il paesaggio è la forma prediletta dell'artista che tende a rappresentare il
suo amore per gli antichi borghi, per le piccole serene città di provincia, così come
di qualche angolo della vecchia Roma, accarezzati dal dolce fluire delle acque,
nei quali il tempo ed il ritmo della vita sembrano scanditi da sonorità e colori
più lievi.
Dopo aver partecipato a vari stages di pittura di nudo, l'artista ha privilegiato
la figura femminile e soprattutto i volti, nei quali esalta il gioco dei capelli,
come simbolo di vitalità e originalità.
L'acquerello, con la sua inconsistenza materica e le sue trasparenze eteree,
sembra proprio il mezzo più adatto per le realizzazioni poetiche di Lucrezia
Rolle. L'artista, proprio con tale tecnica, realizza dei delicati paesaggi che
a prima vista potrebbero sembrare semplici scenari naturalistici.
A ben guardare essi hanno però quasi sempre qualcosa di particolare in quanto,
seppur con atteggiamento mai panico, evidenziano situazioni che spesso non rientrano
nella normalità (ad esempio "Incendio sul Gargano" o la suggestiva "Città che
muore").
Della natura Rolle coglie aspetti inconsueti o inusuali che, talora, trasmettono
sottili inquietudini e piccole angosce all'osservatore attento, il quale può
godere di una pittura d'intonazione romantica che si svela senza rumore e affollamenti.
Anzi, alcuni dipinti (come "Brume in palude") sono costruite sull'eleganza
di una vuotezza che ricorda la soavità delle antiche pitture orientali.
Un pregio questo particolarmente apprezzabile in una società che, come la nostra,
ama il chiasso e la frenesia dell'apparire. |