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mostra
marzo 2011
mostra collettiva di arte contemporanea
Leonardo D'Anneo
Luigi Onofri
Jò Badamo
Vito
Cesare Carta
1 - 31 marzo 2011 |
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Leonardo D'Anneo
Leonardo D'Anneo ha iniziato la sua carriera di ceramista quasi per gioco
manipolando la materia, misurandosi con essa in modo irruente e creativo,
ma al tempo stesso generosamente senza mai risparmiarsi nel trasformarla
in qualche cosa di sorprendentemente emozionante. Le sue forme sono cariche
di prorompente energia e possono apparire a volte audaci per ciò che
evocano al primo sguardo, ma osservandole con attenzione ci si rende
conto di quanto siano l'espressione di una libera creatività,
avversa ad ogni imposizione o mero accademismo. La materia nelle sue
mani diventa viva, pulsante, avvincente, si trasforma in mille esaltanti
forme nelle quali l'equilibrio plastico si fonde con grande forza ad
un pizzico di geniale follia. Immagini pensate e scolpite ove la realtà
si interseca con la fantasia, le riflessioni con i sogni, i desideri
con le memorie, ma in modo così vibrante che l'opera riesce a fondersi
con l'atmosfera che la circonda e colpisce per il grande fascino che
emana. L'abilità con cui Leonardo D'Anneo modella le sue creature,
l'incessante ricerca di nuove forme, il suo instancabile misurarsi in
prima persona con ciò che le sue mani manipolano, l'abile padronanza
gestuale, fanno di lui un artista la cui contemporaneità non passa inosservata,
un artista forte di un grande eclettismo creativo che riesce ad imporsi
con veemenza, che osa, che trasmette potenti emozioni, che arriva ad
imporre l'opera
come scultura di nuova tendenza. Sì perché le ceramiche di Leonardo D'Anneo
si sono evolute a tal punto da poter essere considerate sculture a tutti
gli effetti in quanto la loro plasticità compositiva e il prezioso gioco
di ritmi e di luci, le rende oggetti di design unici e particolari, realizzati
e concepiti per essere guardati e ammirati. Emozionandosi... continua
Luigi Onofri
Scrive di lui Mario Coccolo:
"Raccontare" la storia e la tradizione di una terra incastonata
da sempre tra la gente e la cultura. È sicuramente il "filo" conduttore
del "cammino" artistico
di Luigi Onofri che - ancora una volta - affida alla "carta" passione,
entusiasmo, dinamicità e umiltà. L'artista purliliese, infatti, riesce
a tradurre in immagini vive la terra, l’ambiente e i silenzi che "convivono" nel
Cosmo. Non è difficile, dunque, percepire anche il più piccolo "messaggio" che
viene da un mondo, se non da scoprire (ma forse è proprio così),
sicuramente da "narrare" a chi è sempre più lontano
dalla semplicità delle "cose
semplici". Nasce - così - l’incanto di Onofri che affida
alla povertà dei
mezzi usati (carta, acqua e una goccia di aromaticità) riverberi e riflessi,
ombre e luci che "parlano" a quel "viandante" moderno
(come potremmo essere altrimenti riconosciuti oggi) che - forse anche
consapevolmente – si
rifugia nella scoperta del domani per dimenticare le proprie origini.
Ed è così che "ridiventa" attualità la consuetudine
delle cose perdute anche grazie a un artista che - con certosina pazienza
- sa aspettare, sa cogliere l’attimo del "messaggio", sa "narrare" le
sue passioni che poi, fortunatamente, diventano anche degli altri. Paesaggi
conosciuti o ambienti da scoprire. freschezze di fiori o particolari
da amare sono e restano la "culla" intellettuale di Luigi Onofri
che - oggi più di
ieri - sa creare il suo e anche un pizzico del nostro domani, senza inventare
fatali disillusioni delle realtà. Per questo motivo le sue opere sono
e restano a "misura d’uomo" tanto da essere "ascoltate" perché
più libere
e più passionali. Una sorta di inno alla vita per dare voce ai silenzi
e per "leggere" anche i più piccoli misteri del Creato. È altresì
una tappa di un viaggio ideale che non impegna mete ma che – sicuramente – materializza
un pizzico d’anima che da sempre ci è amica... continua
Jò Badamo
Jò Badamo nasce a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, il
16111965 dove vive e lavora. Vi tiene studio d'arte nella Via Ravenna
n. 30. La sua carriera artistica è assistita dal noto critico d'arte
Nic Giaramita da Trapani. Il 12 Agosto del 2000 segna una sua prima tappa
nel contatto diretto col pubblico che ne decretale alte qualità stilistiche
non disgiunte da contenuti che affondano nel recupero memoriale . anche
la critica comincia ad interessarsi di lui specialmente per quel suo
modo, pulito e cromaticamente esaltante, di far monocromatismo... continua
Vito Cesare Carta
Scrive di lui Lorenza Fragomeni:
Nei Landscape di Vito Carta lo spazio è al limite della metafisica. I
corpi cercano di stabilire una relazione con la realtà ma restano intrappolati
in una dimensione che si sovrappone ad essa, li vediamo stagliati con
fierezza e viscerale turbamento, ogni cosa potrebbe essere il contrario
di ciò che appare, una "saviniana" bizzarria velata da un malinconico
alone mistico. La solitudine, il dramma quotidiano brillano nei penetranti
sguardi delle figure femminili scolpite digitalmente e scavate al limite
della loro carnalità. I colori orchestrano la coesistenza di una realtà
astratta e immaginaria con una visione intima e descrittiva della vita.
C'è un
ricercato attrito tra un attenta contemporanità immersa in contenuti
e figure tradizionalmente significanti. Tutto questo da frutto ad un
armonioso risultato che si risolve in un arte concettualmente interessante,
figurativamente impeccabile e tecnicamente avanguardistica... continua |
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