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3D gallery

Mostre virtuali mensili

Paolo Ober

mostra gennaio 2012
tripersonale di arte contemporanea


Paolo Ober
Roberto Morreale
Stefania Hepeisen



1 - 31 gennaio 2012
3D gallery
Paolo Ober
UN MIX DI SOGNO E REALTÀ (testo di Alvaro Spagnesi):
La sintesi visiva di Paolo Ober trova nella figuretta dell'uomo la sua più efficace espressione, un ovoide o una sfera per testa, arti superiori e inferiori in cui sono fusi mani e piedi, un corpo duttile che può allungarsi ed accorciarsi a suo piacimento secondo i dettami di una fervida immaginazione fresca di invenzioni da terzo millennio eppure ricchissime di connessioni con auliche preziosità medioevali e bizantine.
Dosando con grande maestria la sua vivacità ludica, Ober muove il suo "uomo" in uno scenario incantato ove i colori sono accesi e luminescenti come quelli impiegati dalla "video-grafica": la "figuretta" si moltiplica e galleggia in uno spazio alieno ed improbabile contorcendosi come quella di un "cartoon" televisivo.
Se "l'omino radioattivo" di Keith Haring recuperava la pregnanza espressiva del graffitismo "pop" ed anonimo dell'America contemporanea, la figura umana di Ober subisce l'influsso dell'immagine creata al computer per la TV e si "disumanizza" entro una dimensione virtuale che gli si offre come paradiso protetto ma che può anche divenire un inferno della mente.
Rischi e vantaggi offerti all'uomo d'oggi si mischiano come le carte da gioco in questa pittura sofisticata e gravida di messaggi: un mix di sogno e realtà.

Roberto Morreale
Il ghiaccio è il tema conduttore delle fotografie di Roberto Morreale. In esso fiori e colori rimangono congelati per sempre. Si evince, dal lavoro dell'artista, un senso di vita-non-vita: vita nei colori vivaci o delicati, nei tocchi di luce, nella poesia dei temi scelti. non-vita nel gelo che coarta tutto in una morsa paralizzante. Ogni cosa rimane fissata in quel momento, non evolve, nè matura, nè muore. Ecco che il ghiaccio , che tutto imprigiona, diventa anche momento di protezione, guscio rassicurante all'interno del quale fiori, colori e trasparenze vivranno in eterno, bellissimi. Emerge, dal suo lavoro, uno struggente desiderio di vita che si esprime nel rifiuto al tragico mutare della materia.

Stefania Hepeisen
Da diversi anni Stefania Hepeisen si dedica alla pittura di ciò che, impropriamente, viene definito "natura morta": impropriamente perché i suoi soggetti sono, in realtà, potentemente vivi e parlanti.
Raccontano la delicatezza, tutta femminile, delle sete che avvolgono i frutti della natura, la fantastica rappresentazione di oggetti terreni che fuggono dalla materialità.
La mano, controllata, esprime una tecnica di precisione fredda, con una esasperata ricerca del particolare, ma la pittura, in sé, non ha nulla di freddo: traspare, anzi, un amore profondo per una natura consolatrice, stupefacente nella sua bellezza di colori, una morbidezza quasi sensuale nei petali, nelle stoffe, nelle sfumature ricche.
La scelta della natura morta può apparire inattuale, nostalgica, ma , diventa mezzo per esprimere ,con ritegno, ciò che l'autrice non dice di sé si motiva come unico tramite per aggirare il pudore, la timidezza del vivere, la sensibilità acutissima, permettendole di raccontare la propria storia, svelandosi in parte.
 

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