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È un universo incostante e mutevole quello cui s'accosta Maurizio
Piccirillo, l'opera dei Frattali. Il peso dell'opera si calcola in
MB e il suo ambiente naturale s'individua sullo schermo del computer, o in
una videoproiezione.
Lo spazio virtuale offre all'artista molteplici vie sensoriali, da esplorare
utilizzando esclusivamente la propria sensibilità artistica; divenuta filo conduttore
dei diversi elementi costitutivi dell'opera.
Intrigante e ossessivo è l'uso della tecnologia cui si affida completamente l'autore:
per la realizzazione delle immagini.
L'impianto visuale è stato, infatti, realizzato con un programma di calcolo matematico,
per cui, al variare delle formule matematiche in esso contenute, è possibile
pure plasmare immagini di frattali.
La natura di per sé misteriosa di queste forme riversa il proprio fascino
nell'opera intera: le figure galleggiano in un nero profondo e impalpabile, in
un'oscurità
amniotica da cui l'artista libererà i componimenti poetici. Mandelbrot
ideatore del termine "frattale" e
primo studioso di questi oggetti geometrici ritenne che le relazioni fra frattali
e natura fossero più profonde di quanto tuttora si creda.
Scrive di lui Antonella Iozzo
L'istinto del tempo è uno screening della dimensione spaziale elaborato da Maurizio
Piccirillo in memoria vettoriale.
Memoria e ricordi che generano caos emozionale e disordine, una situazione primitiva
reinterpretata nell'ordine sparso di punti, di linee, di curve, elementi ai quali
si aggregano, per liriche architetture dell'umano sentire, colori e sfumature.
È come se un'equazione matematica si mimetizzasse nella sequenzialità
di cromie e forme labirintiche, creando un'immagine contenente al suo interno
il genoma che l'ha partorita.
È un susseguirsi di formule e di figure geometriche sottese a rendere
il più possibile la rappresentazione razionale, piuttosto che l'espressione
del sentimento.
L'orizzonte creativo, riflesso nella griglia dei pensieri, entra quindi in consonanza
musicale con l'ordine armonico, sono griglie dinamiche dove i punti di fuga prospettici
azionati da Piccirillo, rimangono fissati per l'eternità nel rigoroso incanto
sonoro dei Frattali in sospensione.
La deformazione persistente delle opere, il flusso e il riflusso che le attraversa
contorcendole in un'anamorfica rivoluzione, improvvisamente risucchia l'energia
cosmica e vive nella tensione di un ellisse, mentre l'astrazione geometrico – spaziale
si rifugia nella costruzione dell'immagine basata sul numero, ponte ideale tra
gli incroci di plurimi diagonali.
Una situazione che flette l'estro armonico, s'incendia nel sublime fuoco della
passione cerebrale e brucia i solchi della ragione. Sulla traiettoria temporale
la materia, così corrosa si frantuma in micro – cellule veicolanti l'energia
vitale dinamizzata in evoluzione, quasi inspirazione fluente le corde del desiderio
armonico
I lavori di Piccirillo sembrano essere riflessioni e pensieri in architetture
ritratte, presenze di un'entità interna atta a rivelare l'appartenenza
ad una sfera distaccata dalla pelle del reale.
Ai suoi margini si trovano incorporee sensibilità disposte in cerchi virtuali
compenetranti e contrastanti con le dissonanti fessure relazionali che invadano
lo spazio in ogni direzione.
La struttura visuale determina suggestivi effetti tra forme in movimento e combinazioni
cromatiche, trame geometriche, trasparenze, come sovrapposizioni sempre più complesse
in cui una forte tensione progettuale attraversa il linguaggio razionale e geometrico
per evanescenti emozioni dilatate in titillazioni sensoriali.
Dentro la loro natura i limiti vengono abbattuti e prendono vita configurazioni
illusoriamente tridimensionali, la mente ne rimane sedotta, e ricostruisce una
revisione prospettica a sua immagine e somiglianza, dalla quale Piccirillo estrapola
un suono silenzioso in alterazioni vibrazionali.
Una metafisica relazione con l'ordine dell'universo, si coglie nel respiro fluido
di questa concettualità esistenziale vestita di luce, verso la quale si è inaspettatamente
approdati.
L'opera si lascia ordinare in spazi precisi, in ritmi esatti, quasi paesaggi
disciolti negli umori dell'astrazione e nella libidine surreale della tensione
concentrica che si sviluppa dentro la febbre creativa, lucida pericolosa, delirante
alienazione della sintassi matematico – razionale o forse meglio artistico – scientifica.
Metamorfosi di equazioni in/visibili nella combinazione di forme, che hanno intuito
una via di fuga, trasformano, di conseguenza, il nodo focale del loro corpo immateriale
in energia implosiva carica di primordiali risonanze.
Ecco allora che al di là del disordine figurale, audace come uno spettro di linfa
sensoriale, il frattale rivela la sua struttura più pura al limite del sentimento
estetico: è un lampo senza coscienza, un'incandescenza aspirata dal reale,
una compressione vitale e minacciosa insieme, una forza ingovernabile che lo
attraverso e lo trasforma in spinta pulsionale, come per dire l'informe plastico
nella forma devastata dall’impatto.
Sospesa tra il virtuale e il reale l'Arte di Piccirillo, oltrepassa l'epidermide
dello spazio e avanza in fugaci frammenti perforanti ogni dimensione.
Sono frammenti reticolari, eteree strutture che tolgono il respiro e in un istante
i fondali sul quale sono distesi, cominciano a perpetrare nella notte del colore.
È una sintesi di forme, un susseguirsi di strutture ritmiche, semplici,
armoniche, non esiste ciò che vediamo, esiste solo ciò che la nostra percezione
fotografa nell'iride attratta dalla suggestione, lo spazio interiore dello spettatore
sembra venire riconfigurato in architetture liquide e fluttuanti la sonorità
riflessiva della superficie, dietro di essa un solo dettaglio del frattale, scandagliato,
zoomato, sezionato genera l'uguale e il diverso della sua stessa presenza, il
risultato è un costante stato transitorio in dilatazioni di pensieri, costruzioni
astratte in nuda attesa, ma forse è solo l'attesa della nuda verità.
Da questa alchimia visionaria, materia, energia, informazione scorrono nella
liquidazione dell'attimo, del momento trattenuto dall’istinto del tempo e proiettato
nella polverizzazione ellittica del linguaggio ricomposto in geometria frattale,
al suo interno una complessa e intima articolazione matematica innerva l'intera
costruzione artistica di Piccirillo.
Una monade sonora si muove lentamente verso le coste frastagliate di un frattale,
sinuoso, irregolare, discontinuo.
Nel suo profondo la leggerezza effimera di un pulviscolo iridescente si apre
come un'opera immateriale plasmabile e rivela la nota cosmica dalla quale nasce
l'unico fascio di luce percepibile dal nostro occhio prima che venga ingoiato
dal buco nero.
Il questo tratto spaziale l'istinto del tempo cede alle docili curve della volumetria
digitale, alla seduzione intellettuale, ai bagliori serpentini di iperdinamiche
trasparenze e la realtà erutta in un vortice estetico dove tutte le sensibilità
concorrono a realizzare una sensazione visiva: incantesimo per i sensi, incanto
per la mente.
Nella transitorietà di tutte le cose l'istinto del tempo azioni frattali
veicolano un concetto puro, oseremmo dire quasi una filosofia estratta dalla
riflessione sull'eternità del momento sfuggito alla vita, un presente sempre
più ravvicinato che attraversa la forma, il pensiero, l'idea che ci porterà
altrove, onde o orbite? Particelle o onde? Esseri, istanze creative, essenze:
solo illusioni nell'attrazione allusiva di Maurizio Piccirillo.
Scrive di lui Lorenza Fragomeni L'arte
visiva di Piccirillo non è che un
veicolo per meglio comprendere la sua poesia,
tutto sembra mosso dal cuore; vediamo infatti
figure che fluttuano come parole in una danza
di corpi immateriali, disciolti in una dimensione
atemporale, galleggiano e respirano, un gioco
di particelle in completa armonia e sincronia,
nulla risulta fuori posto, nessuna nota che
stona.
Ci sembra di vederli vivere i suoi Frattali, mentre con
voli pindarici si adagiano su un fondo nero e brillante,
un ossessiva puntualità che si diluisce e si fluidifica
nella sua bellezza.
Infinite linee si aggrovigliano in romantiche torsioni
dando vita ad uno spettacolo di colore ed immaginazione,
tutto sembra dominato da una splendida melodia.
L'arte di Piccirillo è elegante e semplice allo
stesso modo, è un moto dell'anima a cui riesce a
dare una lucente e delicata espressione visiva, romantica
e sensibile.
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