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Piccoli Artisti Milanesi
Alla mostra sarà affiancata l'esposizione delle opere degli
allievi dei corsi spazioUno di Milano. I lavori dei piccoli artisti
milanesi saranno presentati dalla prof.ssa Itala Gasparini, che
ne illustrerà elaborazioni, sviluppi, esecuzioni e svolgimenti.
Quando la pittura incontra il gioiello
Cos’è l’arte? È una manifestazione esteriore di un
movimento interiore? Come si rivela?
Se guardiamo alla storia della cultura, la parola arte annovera
numerose e spesso disparate forme di espressione. Se consideriamo
i graffiti preistorici, i mosaici, gli affreschi medievali, fino
al quadro da cavalletto o alla statua celebrativa, ci rendiamo conto
che la destinazione di un'opera d’arte è evoluta nel tempo
a seconda della sensibilità di chi viveva in una determinata
epoca. Nella società attuale siamo circondati da arte, poiché
essa è uscita dal tradizionale circuito chiuso ed elitario
ed è, per la prima volta veramente, alla portata di tutti.
E allora la domanda iniziale si rivela centrale, con una sfumatura
tutta nuova.
Se per le opere in pittura di Itala Gasparini spesso si può
chiamare in causa la tradizione millenaria del medium e per le opere
di Moniblu si può fare riferimento alla storia del gioiello,
che ha tracciato un percorso parallelo alla pittura, raramente si
è discusso, mettendole in relazione, del rapporto tra queste
due forme espressive. Eppure, essendo entrambe forme d'espressione
attuali, si può stabilire un confronto costruttivo al fine
di delucidare i caratteri comuni e quelli invece più specifici.
Se per una volta cerchiamo di andare al di là del primo elemento
costitutivo delle opere di Itala Gasparini, il colore, che è
anche uno dei caratteri salienti del suo stile, riusciamo a concentrarci
sul movimento della linea portante, che è una caratteristica
meno evidente (forse sovrastata dal colore squillante, saturo e
in fin dei conti protagonista), ma altrettanto importante. Le linee
della Gasparini sono molto varie a seconda del soggetto trattato:
talvolta morbide, delicate, antropomorfe (come in Tracce di
sci, Chiaro di Luna, Ermo colle, Nastri Rosa, La Cascata e
l’Ulivo), altre volte rigide, rette, geometriche (come
in Pioggia in Montagna, il Grattacielo Pirelli, il Naviglio,
Chartres la Cattedrale), talvolta tormentate, decorative, quasi
barocche (come in la Cattedrale, Barcellona, Cracovia).
Nei gioielli di Moniblu questa linea estremamente varia è
ravvisabile in tutte le creazioni ed è naturalmente in relazione
con i differenti materiali impiegati, primo fra tutti il filo d'argento.
Si tratta in entrambi i casi della struttura nascosta dell'opera,
della spina dorsale senza la quale l'oggetto (quadro o bijou) non
può esistere. Ben più importante di un elemento di
composizione, la linea è qui essenziale.
I materiali, inoltre, sono un spunto interessante per stabilire
un parallelo: Moniblu impiega materie preziose, che per la loro
essenza stessa sono decorative, artistiche, pregiate: cristalli
di vetro, Swarovsky, argento, pietre dure e resine. Il loro carattere
decorativo è poi piegato, domato dal gesto dell'artista allo
scopo di comunicare un messaggio. È questo il savoir-faire
di un artista: saper utilizzare i materiali dell'arte al fine di
interpretare un movimento interiore e di esplicitarlo con un oggetto.
Perché, non dimentichiamolo, il risultato finale di un procedimento
artistico è spesso e volentieri un oggetto, qualcosa di tangibile,
di concreto. E così anche per le opere della Gasparini: qui,
il materiale è il colore, l'acrilico, che l'artista predilige
da molti anni ormai alla pittura ad olio. Ma talvolta l'artista
ama servirsi di medium al fine di rendere il colore "materico",
affidandosi alle sperimentazioni (come nella composizione dell'opera
La Defense o in La Cattedrale di Lisbona).
E allora, per tentare di rispondere alla domanda iniziale, viene
da pensare che l'arte sia in qualche modo collegata con un bisogno
interiore, con un impulso recondito, con qualcosa di immateriale,
ma che passi attraverso la creatività, la manualità,
il talento di una persona, di un artista. Che sia insomma un’anima
che abita degli oggetti, che li rende non solo belli, ma anche carichi
di significato, di importanza, di vita.
E last but not least, non dimentichiamo che l'arte ha un
rapporto molto stretto con la bellezza, sebbene molti artisti e
correnti si siano, nella storia dell'arte, opposti a questa idea,
creando delle opera volutamente "brutte". Se di fronte
ad un'opera d'arte proviamo un sentimento di bellezza, non sentiamoci
fuori posto, vuol dire che la maestrìa dell'artista ha raggiunto
il suo scopo.
SM
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