A
EST DI NIENTE: ARTE CONTEMPORANEA NELL'ASIA POST SOVIETICA
nota di Roberto Curione
La
prima parte del titolo della mostra non le
rende giustizia. Naturalmente tutto è relativo
ed anche l'est più desolato e sconfitto
che viene mostrato ha, a sua volta, un est:
l'ancora drammaticamente sconosciuta realtà oltre
la frontiera della Cina, con il suo pericoloso
alleato nordcoreano, ad esempio.
Un'esposizione sulla feconda creatività dell'Asia
Centrale, non può che essere vista in buona parte
con occhio politico. Un'area già estesa (l'antico
Turkestan) che viene ampliata da presenze afgane, mongole
e della provincia autonoma cinese dello Xing-Xiang (oggi
tristemente nota per la violenta repressione di Pechino).
L'arte del socialismo reale si apre in mille rivoli e l'influenza
di alcune esprienze nichiliste, anche occidentali, è abbastanza
evidente.
Per molti aspetti sembra di tornare ad immagini da noi
scomparse da oltre 40 anni e purtroppo riemerse con l'arrivo
irresponsabile di molti diseredati d'ogni parte del mondo.
Sono presenti con circa 100 opere ben 32 artisti, alcuni
ancora sconosciuti, altri già noti a livello internazionale,
come i kazakhi Said Atabekov, Almagul Menlibayeva ed Erbossin
Meldibekov, che espongono opere già conosciute ed
altre appositamente realizzate per questa mostra. Notevoli
i grandi quadri d'un altro artista kazakho, M. Narimbetov
o del kirghiso Talant Ogobaev, in singolare contrasto con
le raffinate miniature dell'afgano Khadim Alìì.
Dallo stesso paese giungono alcuni collages, in cui compaiono
uomini più o meno illustri, tra cui il presidente
Karzai, e pochissime donne, tutte con il volto abraso.
Messaggio ambiguo: denuncia o condivisione dell'orripilante
segregazione femminile ?
Non poche foto ritraggono un mondo in bilico e con figure
capovolte, a rappresentare smarrimento e non completa assuefazione
alle nuove regole. Non a caso un'installazione dedicata
alla perestrojka mostra una piazza totalmente disserciata.
Assolutamente da vedere il gigantesco assemblaggio, con
pezzi di vecchie auto, che riproduce la Mole Antonelliana.
L'artista siberiano, nato nel 1943, Georgy Tryakin Bukharov
aveva scoperto, prima d'Obama, il legame indissolubile
fra Torino e le quattro ruote.
Non mancano simpatici richiami all'attualità, come
3 grandi installazioni contro il famigerato film BORAT
che dalle parti d'Astana non pare abbia riscosso una calda
accoglienza. Degna di "striscia la notizia" la
terza installazione, con un dissacrante paragone fra Diana
Spencer e Camilla duchessa di Cornovaglia.
La Fondazione 107, creata da Federico Piccari inaugura
così uno spazio ex industriale di 1500 mq, non lontano
da Venaria R. e dall'ormai defunto Stadio delle Alpi, in
Via Sansovino 234.
Fino al 27 settembre.
Roberto Curione - 2009
Fondazione 107
Via Sansovino 234 - Torino
aperta da mercoledì a domenica
fino al 27 settembre 2009
Ingresso 5 euro
www.fondazione107.it
|