Segni
e colore di ENRICO PAULUCCI
nota di Roberto Curione
Nel
bailamme della Torino prenatalizia brilla per discrezione
la mostra dedicata al pittore emiliano-genovese che
elesse però domicilio sotto la Mole. Il nobile Enrico
PAULUCCI DELLE RONCOLE (sì, il riferimento è proprio
al luogo natio di Giuseppe VERDI e Giovannino GUARESCHI)
fu sempre diviso fra la Liguria (nacque a Genova,
nel 1901) l'amato astigiano e le rive del Po. Laureato
per volontà paterna in Giurisprudenza e poi
in Economia, non praticò mai altra professione
che quella artistica, intervallata da un'altra passione,
quella per lo sport. Infatti fu addirittura secondo
portiere nella Juventus prima dell'arrivo del grande
Combi. La Galleria Accademia presenta una trentina
d'opere del Maestro che vanno dal 1920 al 1990, a
dieci anni dalla sua scomparsa.
Da quaranta anni la piccola Galleria situata di fronte
all'Accademia Albertina, di cui Paulucci fu presidente
e prima ancora docente, opera con competenza nel panorama
artistico torinese sempre più spinto verso le più sfacciate
performances ultracontemporanee. In questo senso va vista
la delicata mostra di Paulucci, un artista dai colori limpidi
e mai gridati, dall'atmosfere sognate e sognanti, sia quando
dipinge le coste liguri così l'amata Montegrosso
d'Asti dove riposa. Rapida la grafia nei guazzi ed aristocracità in
tutti i suoi lavori. Vanno ricordate in particolare la
tempera "Santa Margherita Lligure" esposta alla
XVII Biennale veneziana e "Paesaggio a Rapallo" una
tela del 1930. Sin quasi alla morte, preceduta da una lunga
malattia che lo vide anche vittima di un'amputazione, Paulucci
prese parte attiva alla vita culturale subalpina., nel
solco della migliore tradizione laica e liberale che la
città, in passato, ha saputo esprimere.
Roberto Curione - 2009
Galleria Accademia dei f.lli Barsi
via Accademia Alberina 3/e - Torino
tel. 011.885408
Ingresso libero sino al 10.1.2010
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