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LUCIA CECCHI Terra e ferro nell'anima
nota di Lorenzo Valentino
Le opere di Lucia Cecchi si ammantano di una luce siderale
che rende evanescente il limite posto dall’intenzione
narrativa al fare progettuale. La sua ricerca si muove
lungo sentieri di memoria e vive, nell'apparente semplicità
dei modi d'essere, di addizioni materiche e sottrazioni
di trasparenze che contrassegnano la superficie di
urgenti pulsioni, urla travolte dalle colate cromatiche
e soffocate tra le pieghe dell'anima.
Segue il silenzio delle distese paglierine e terracquee con chimeriche oasi
graffiate mentalmente dall'emozione del naufragio di un'esistenza combattuta
e lacerata. Epifania dello scorrere del tempo vissuta tra l'abbandono al
sentimento e il richiamo della regola apollinea. La galleria delle emozioni
si arricchisce, inoltre, dell'esperienza della pittura sulle tavole di ferro,
monumenti della vita psichica assente, che incriptano la verità del
segno aprendo al gioco del simulacro. L'urgenza pittorica e l'inesauribile
scorrimento dei paesaggi dell'anima sono invasi dall'oblìo; potenza del Lete che accresce
simultaneamente i feudi della morte e del non-sapere.
La scelta originaria dell'artista pratese di dipingere, infine, i colori
della terra racchiude in se il bisogno di interrogarsi sugli enigmi dell'esistenza
come anche sui timbrici rivolgimenti delle sue incontenibili pulsioni segrete.
E l'urgenza di attualità si apre alla letteratura intesa come condivisione
di un medesimo destino narrativo la cui storia tratteggia la verità della
luce vissuta all'ombra del disincanto nell'assoluta libertà di rappresentare
lo spirito dell’esistenza.
Lorenzo Valentino
Galleria Previtali, arte contemporanea
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