"PER UNA COLLEZIONE
DI FOTOGRAFIA"
nota di Costanza Rinaldi
Appena fuori Torino, al Castello di Rivoli, meraviglioso
esempio di restauro integrativo progettato alla fine
degli anni Settanta dall’architetto Andrea Bruno, la
mostra
Per una collezione di fotografia presenta
una raccolta di oltre 100 opere della fotografia italiana
del secondo dopoguerra.
Promossa dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea
CRT, diventa un'esposizione simbolica che, in questo
caso, rivolge una particolare attenzione alla fotografia
e ad alcune delle personalità più significative
di quest'arte. Si vuole anche dimostrare gli intenti
e la nuova strategia del mondo artistico torinese, che
pensa alla creatività contemporanea come a un
tutt'uno e non come a tanti generi distinti che necessitano
di spazi altrettanto distinti.
Per questa collettiva sono stati scelti otto autori,
120 stampe in totale in bianco e nero e a colori, perfettamente
allestite nella leggerezza delle cornici di legno grezzo
o semplicemente nere: non c'è, volutamente, un
taglio critico nella mostra perché questa non
vuole che essere il frutto di alcune delle acquisizioni
compiute dalla Fondazione CRT ormai da quasi dieci anni.
Costituita nel 2000, la Fondazione aveva iniziato già
dal '99 un progetto volto a incrementare e rafforzare
il sistema dell'arte moderna e contemporanea nell'area
torinese e arricchire così le collezioni della
GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
- e del Castello di Rivoli, mantenendo per quest'ultimo
un'attenzione particolare al contemporaneo più
recente.
Con lo scopo di integrare un patrimonio già esistente
e documentare la fotografia italiana del secondo Novecento,
la mostra accosta autori come
Ugo
Mulas, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Claudio Abate,
Francesco Jodice o
Sandro
Becchetti, uniti e allo stesso modo
separati all’interno dell’esposizione, che rappresentano
una ricchezza artistica, un’unicità interpretativa
nell’affrontare il reale circostante: ognuno di questi
professionisti si è decisamente caratterizzato
con scelte stilistiche e di contenuto ben distinte e
personali. Come ad esempio
Aurelio Amendola
e
Gianni Berengo Gardin,
presenti alla conferenza stampa: il primo, Amendola,
che è riuscito, e riesce tutt’ora, a trasmettere
la sua intensa sensibilità nel fotografare sia
la scultura che l’architettura, ma anche grandi artisti
come
Burri
nella serie La Combustione (1977) esposta in mostra;
mentre il secondo, Berengo Gardin, è "paesaggista"
ma decisamente attento a rintracciare in ogni inquadratura
l’idea del vissuto, riuscendo a trasformare Parigi,
Venezia, Berlino da metropoli ad attimi di vita straordinariamente
consueta.
In anni come questi, in cui la digitalizzazione di ogni
cosa, non solo della fotografia, la ricerca spasmodica
di velocizzare i tempi e la logica del "tutto-e-subito"
ci sta sopraffacendo, perdersi di fronte a queste stampe,
osservarne i particolari, riconoscerne gli equilibri
formali interni sembra far sì che il tempo rallenti
e dia il giusto spazio per assaporare e conoscere alcune
delle opere di grandi fotografi italiani.
Costanza Rinaldi - 2008
Notizie utili:
Per una collezione di fotografia
Torino – Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Piazza San Giovanni - Marsciano (Pg)
Fino al 31 agosto 2008
Orari: da martedì a giovedì 10.00 – 17.00
venerdì, sabato e domenica 10.00 – 21.00
Ingresso: € 6,50 intero, € 4,50 ridotto
Informazioni:
tel. 011.9565220
e-mail: info@castellodirivoli.org
web: www.castellodirivoli.org