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LA
MUSICA DI CLAUDIO FASOLI IN POESIA
nota di Rita Pacilio
Suoni che ricercano incessantemente un proprio lessico musicale
e poetico: ci troviamo ad ascoltare temi e figure come storie
di immagini sublimi che ricorrono. Le melodie ci rincorrono
in variazioni continue e sottili che bisogna accettare per
evitare di prendere posizioni decise e concrete e rimanere,
invece, sempre pronti alla sorpresa della punteggiatura come
pausa e attesa: proprio lì dove Fasoli suggerisce la frase
poetica senza forzature, con originalità e fruibilità.
Ci appartiene la contemplazione e la riflessione del destino delle esperienze
che svaniscono e il compositore in azione muove la transitorietà delle emozioni
di ciascuno, portandoci alla saggezza dell'espressione piena. Una composizione
meditata e sofferta che spinge ad un modello di contrasto tra perdita e consolazione
e che racconta un fare personale specifico nei confronti del comune sentire.
È come leggere un racconto di grande qualità artistica in senso ampio.
Una tecnica fatta di tempi morbidi con una pronuncia solida e variegata che appartiene
solo al suo fraseggio. L'approccio è nelle delicate elaborazioni ed interpretazioni
di audaci armonie intimistiche e universali ad un tempo.
Qui il suo genio che incanta!
Definisce i soffi caldi e il punto di incontro tra la pioggia e il vento.
Claudio Fasoli sfida l'inquietudine del suo tempo nel suo ingegnoso, malinconico
e soave ritmo in cui le note interagiscono tra loro snaturando il profondo dell'ispirazione.
I preziosismi timbrici dei suoi sax mostrano i dettagli delle luci lunari e donano
definizioni certe di colori e sfumature in un sempre intenso ed elegante lirismo
in perfetto equilibrio.
Qui l'eternità della sua musica!
Rita Pacilio - settembre 2009
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