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RIFLESSIONI SULLA SCRITTURA CREATIVA
nota di Rita Pacilio

Il bambino, lettore e poi poeta, si confronta con la visione del Natale intesa come episodio del mondo sognato e reale ad un tempo. Un racconto in versi che si esplica non per pochi intimi ma si apre alla conoscenza universale. Diventando squillo di armonia semplice ed intensa. Si percepisce nell'iniziativa letteraria la necessità di recuperare un senso quasi animistico dell'uomo che è sempre più immerso in una natura sociale che vive e corre i tempi della nostra storia. È un'epoca antipoetica quella che viviamo oggi, dove la poesia sembra un segreto perduto, in cui la fantasia è desiderio sublimato. La scrittura creativa diventa stimolo e si propone di rimetterci in contatto con le cose e la fisicità, invitandoci alla riflessione. Ci indica la via della realizzazione del momento lirico offrendo a chi scrive la praticabilità della strumento e a chi legge un modello di vita non lontano dalla realtà.
Poesia con potere salvifico intesa come bisogno di comunicazione e di continuazione dell'ascolto che accoglie e annuncia le radici e le identità interpretative!
Carlo Bo ci insegna a cogliere il senso "attivo" di chi induce a un'assunzione di "responsabilità", al "dovere della chiarificazione", convocando un "concilio di tutte le voci possibili", per entrare nel mistero della "vita" e "comunicarci", nei momenti più alti", la parola che "trasforma l'attesa in presenza".
Il bambino, grazie alla poesia, si racconta e racconta la tecnologia del tempo, il disagio, la mancanza di identità e dell'equilibrio interiore sempre più in bilico, il mutamento sociale e le innovazioni del mercato del lavoro, così il suo esprimersi approda alla crisi dei valori, alle dichiarazioni disperate e urlate di richiesta di attenzioni. La poesia non scende a compromessi: è momento necessario e irrinunciabile del dire umano.
L'iniziativa culturale è cartina di tornasole della volontà di dare valore linguistico e morale allo sviluppo delle idee, alle concezioni di vita soffermandosi non alle esperienze trasfigurate, ma all'oggettualità sensoriale del quotidiano.
Quando si parla di poesia non possiamo fare a meno di pensare a quel poiésis che etimologicamente segna la nascita del "fare poesia". Un poeta non smette mai di interrogarsi, fa i conti con la radice poiéo, che in greco antico significa "creare". Siamo vicini al concetto di poesia come potenza creatrice che in semplici immagini armoniche e musicali sa condensare l'universo intero.
Il 2° Concorso di composizione poetica indetto dalla Direzione Didattica Statale di San Giorgio del Sannio "Se il Natale è ancora...poesia" è stato vero mezzo interattivo: un punto di incrocio di realtà territoriali della provincia di Benevento stimolando il senso del rapporto sociale. Con la seconda edizione ha continuato il percorso già avviato l'anno scorso, e, attraverso il sentire emozionale dei bambini, ci ha condotto tutti alla fragile bellezza dell'animo umano.

Rita Pacilio - settembre 2009

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