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PATRIMONIO Una storia vera
nota di Raffaella Ravasi
"Morire è un lavoro e lui era un gran lavoratore".
Così Philp Roth racconta la malattia che si è portata via
il padre ottantasettenne dieci anni fa. Un tumore al cervello
che ne ha mutato la fisionomia, minato l’equilibrio ma non
scalfito il coraggio. La prosa è leggera e intima,
a tratti commuovente.
Roth sveste i panni dello scrittore ed indossa quelli del
figlio Philip che cerca d’affrontare l’idea della morte dell’amato
genitore. E solo l’idea fa paura. È lo sguardo di un figlio
che deve aiutare quello del padre a spegnersi.
Lascia dietro di sé un Patrimonio il vecchio
Roth, un patrimonio d’amore: "Il sogno mi diceva che,
se non nei miei libri o nella mia vita, almeno nei miei sogni
sarei vissuto in eterno come il suo figlio piccolo, con la
coscienza di un figlio piccolo, proprio come lui sarebbe rimasto
vivo non soltanto come mio padre, ma come il padre, per giudicarmi
qualunque cosa io faccia.
Non devi dimenticare nulla."
È una storia d’amore ancestrale quella che lega padre
e figlio, come diceva Aristotele "il padre è la
causa efficiente del figlio". Un Patrimonio
da conservare e da tramandare di generazione in generazione
perché il ricordo possa vivere oltre la morte.
Philip Roth, classe 1933, è una delle voci più
importanti della letteratura contemporanea americana: di lui
ricordiamo Pastorale Americana che gli valse il Premio
Pulitzer nel 1997, Lamento di Portnoy, La macchia umana,
L’animale morente, La lezione d’anatomia, Everyman.
Raffaella Ravasi
Patrimonio Una storia vera
Philip Roth
Editore Einaudi - € 16.50
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