MI
RICORDO DI ANNA FRANK
27 gennaio: Giorno della Memoria
PER NON DIMENTICARE
recensione di Carmen Minutoli
MI
RICORDO DI ANNA FRANK
Film in onda su Rai 1
il 27 gennaio 2010:
Giorno della menoria – Per non dimentiare
La prima al "Barberini" di Roma, il 25-01-2010
Il film è tratto dal libro di Alison Leslie Gold,
la scrittrice americana che ha raccolto, quarant'anni dopo
la fine della guerra, la lunga testimonianza di Hanneli
Goslar, una delle migliori amiche di Anna Frank. Hanneli
racconta il loro primo incontro ad Amsterdam, le loro due
famiglie tedesche che avevano abbandonato la Germania,
la vita quotidiana ad Amsterdam, i primi amori, l'inizio
delle leggi antiebraiche, l'occupazione tedesca, la sparizione
di amici e parenti, la separazione improvvisa da Anna quando
tutta la famiglia Frank decide di nascondersi nell'alloggio
segreto ricavato dietro gli uffici della ditta del padre,
gli inutili tentativi di Hanneli di mettersi in contatto
con Anna che lei crede scappata in Svizzera, la delusione
di non essere stata informata dalla sua amica. Poi c'è un
lungo vuoto riempito dall'arresto e dalla deportazione
di tutta la famiglia Goslar a Bergen Belsen. Hanneli ricordando
Anna è felice all'idea che almeno la sua amica sia
salva in Svizzera lontana da quegli orrori. Fino a quando
scopre che Anna è lì, a Bergen Belsen, tra
i deportati senza alcun privilegio come invece, grazie
al padre antico ministro della Repubblica di Weimar, era
fortunatamente accaduto a lei. L'incontro con l’amica,
attraverso un reticolato ad altissimo rischio, è uno
dei momenti più toccanti del film. Hanneli tenterà ancora
di avvicinarsi ad Anna, a rischio della vita, ma tutti
gli olandesi verranno portati lontano, in una altra baracca
e Hanneli saprà della morte di Anna solo dopo la
fine della guerra quando Otto Frank andrà a trovarla
in ospedale e le dirà che sua figlia non è sopravvissuta.
Da quel momento Otto Frank diventerà il padre adottivo
di Hanneli, ne seguirà la guarigione e riuscirà a
farla arrivare in Palestina dove potrà iniziare
una nuova vita, una vita che ancora oggi la vede nonna
di una decina di nipotini a Gerusalemme.
Il film racconta anche la dolcissima e impossibile storia
d'amore tra Anna e Peter, anche luideportato e morto ad
Auschwitz, il rapporto di Anna con la sorella maggiore
e la madre, con suo padre Otto. Racconta lo straordinario comportamento
di Miep Gies, una collaboratrice del padre che, rischiando
la propria vita per mesi, riesce a tenere nascosta tutta
la famiglia Frank nell'alloggio segreto, a nutrirla, a
informarla di quanto sta accadendo, a tentare di liberarli
dai nazisti dopo che sono stati catturati. Sarà lei
che consegnerà a Otto, unico sopravvissuto della
sua famiglia, il diario di Anna. Il film ha come antagonista
uno studente liceale tedesco che deve prepararsi agli esami
di maturità e che nello stesso tempo sovrintende
alle camere a gas. Anche la sua è una storia vera.
Non essendo molto preparato in filosofia sceglie tra i
deportati un rabbino perché
gli spieghi ciò che non capisce. Quello studente
nel momento della sconfitta riuscirà a salvarsi
mimetizzandosi tra i civili come un qualsiasi studente
travolto dalla guerra. Verrà processato vent'anni
dopo e purtroppo assolto.
Un momento di grandissima commozione è quello di
Anna che ha estremo bisogno di poter scrivere, di potersi
esprimere così come faceva nell'alloggio segreto
quando scriveva ogni giorno il suo diario. "Mi ricordo
Anna Frank" è il risultato di una lunga ricerca
e tutto ciò che viene raccontato è sempre
realmente accaduto. Questo film ci farà scoprire
per la prima volta ciò che è
accaduto ad Anna Frank dopo che è stata catturata
dai nazisti ad Amsterdam.
Questo film è una tenerissima storia di amicizia
tra due adolescenti. La memoria, il ricordo, il racconto
perpetuo, ecco di cosa tratta questo film. A forza di ricordare,
a forza di tramandare di padre in figlio la memoria di
quel terribile Evento, il Male Assoluto diverrà forse
impossibile e così sarà anche possibile dare
una risposta accettabile alla domanda di tutti i sopravvissuti
e di tutti coloro che hanno una coscienza: "Perché è stato
possibile? Perché Dio non ha fatto nulla? Poteva
farlo?"
Perché è dentro di sè che l'uomo deve
cercare la risposta, così come quello studente SS
la cercava chiedendo al rabbino che gli spiegasse il significato
kantiano de "la legge morale dentro di me e il cielo
stellato sopra di me..."
Info:
Comunicato stampa on line - cast - foto:
www.miricordodiannafrank.rai.it
25 gennaio 2010
contributo stampa a cura di Carmen Minutoli - giornalista
- corrispondente da Roma
Nelle foto: Backstage del
film "Mi ricordo di Anna Frank"
Nota: chi non ha letto il diario di Anna
Frank... Quanti non si sono commossi nel vedere il film
omonimo. Anche questa fiction emozionerà, terrà col
fiato sospeso e ci commuoverà, almeno fino a quando
scorreranno le immagini in tv...
Ma lo scopo non è questo; questo film e le altre
iniziative sul Giorno della Memoria hanno un solo senso:
far riflettere il mondo intero ...sempre! CM
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