LA SCULTURA IN CARTAPESTA
Sottovalutata ed effimera, versatile ed insieme intrigante,
fragile che ha saputo tramutarsi in stabile e duratura, ecco
la cartapesta o con un termine più ricercato il
"papier
mâché" alla francese!
Quasi sicuramente d'origine cinese la tecnica della cartapesta
si riallaccia all'invenzione della carta - scavi archeologici,
in una tomba della prima metà del II secolo a.C. hanno
portano alla luce un brandello di carta con tracciata una
mappa - Facendo macerare gli scarti e gli avanzi della lavorazione
dei fogli e mischiandoli a fili d'erba ottenevano un ottimo
materiale per la costruzione di scudi ed elmi.
Arrivata in Europa con le conquiste islamiche, che a loro
volta l'avevano appresa in Oriente dai persiani, attraverso
il Marocco e l'Andalusia la nuova tecnica si è diffusa
in tutto il Mediterraneo avvalendosi del riciclo degli stracci
e della corteccia d'albero.
In Italia, in pieno Umanesimo, la cartapesta è usata
per apparati provvisori, per bozzetti, calchi o copie anche
da grandi scultori fiorentini come
Benedetto
da Majano e
Antonio
Rossellino, oppure da artisti dell’ambito
di
Donatello.
Ma è nel periodo Barocco che la cartapesta ottiene
il momento di massimo splendore.
Artigiani e decoratori, ma anche maestri come
Sansovino
e
Bernini hanno
intuito le grandi potenzialità di questo materiale.
Da piccoli oggetti laccati ad imitazione di quelli cinesi,
diviene decorazione di pareti, soffitti ed elemento architettonico
molto più leggero del gesso o del legno. Ricoperta
da polveri metalliche e foglie d'oro nel 1700 adorna anche
gli altari con grandi busti argentati di santi oppure viene
usata per interpretare immagini devozionali d'indubbio successo.
Una spettacolare raccolta di queste opere è ora visibile
per la prima volta in Italia in
La
scultura in cartapesta: una mostra curata
da Paolo Biscottini, Direttore del Museo Diocesano di Milano
e Raffaele Casciaro dell'Università del Salento. L'esposizione
raccoglie autentici capolavori: sculture, opere d'arredo sacro
e prodotti artigianali tutti in cartapesta.
Utile per la realizzazione d'opere originali e di grande bellezza
nel periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo, il periodo
della Controriforma, la cartapesta policroma era usata per
gli straordinari allestimenti di grandi feste. Esemplare la
Santa Caterina realizzata dallo scultore genovese
Lorenzo de Ferrari
per la maestosa scenografia montata a Genova in occasione
della canonizzazione di Caterina Fieschi.
L'arte della cartapesta, spesso inquadrata come minore, con
il passare del tempo e la scoperta delle materie plastiche
è quasi scomparsa. Ha però trovato nel leccese
uno dei maggiori centri di produzione e diffusione anche ad
ampio raggio. Un capitolo da non trascurare, interessante
e poco noto della storia dell’arte meridionale, nel quale
risaltano le opere di
Mauro
Maniero e
Raffaele
Caretta.
Michela Sala - Milano 18.1.2008
Notizie utili:
LA SCULTURA IN CARTAPESTA
Sansovino, Bernini e i Maestri leccesi tra tecnica e artificio
Milano - Museo Diocesano – Corso di Porta Ticinese 95
Fino al 30 marzo 2008
Orari: 10.00 - 18.00 - lunedì chiuso
Ingresso: € 8.00 intero; € 6.00 gruppi; € 5.00 ridotto; € 2.00 scolaresche
Catalogo: Silvana Editoriale
Informazioni:
tel. 02.89404714 fax 02.89407577
e-mail: info.biglietteria@museodiocesano.it
web: www.museodiocesano.it