GIANCARLO E GIOVANNI CERRI
Sebbene simili nelle loro riflessioni, le opere che dialogano
sulle pareti contrapposte del Museo della Permanente di Milano,
sono due modi diversi di vivere la pittura e di rendere visibili
i propri sentimenti. Padre e figlio, protagonisti della cultura
artistica milanese, sono messi a confronto per una lettura
incrociata dei lavori realizzati con linguaggi espressivi
differenti e dai quali traspare tuttavia sempre la sofferenza
per ciò che li circonda.
Le rappresentazioni di
Giancarlo,
il padre nato a Milano nel 1938, sono una visione poetica
ottenuta attraverso grandi campiture di colori brillanti e
antitetici, con il nero sempre presente, nelle quali raggiunge
una perfetta sintesi espressiva attraverso una rinnovata esigenza
estetica che si riallaccia all'astrattismo. Svincolato dal
disegno, il pittore crea composizioni con il puro colore e
conquista uno spazio omogeneo che condensa la sua vastità
interiore. È un creato che ha perso la sua foggia conosciuta
ed esteriore per varcare la soglia del pensiero puro e dell'interpretazione
personale: le lunghe spaccature verticali impresse alle superfici,
come graffi dal forte contrasto, delimitano spazi e colori
mentre riepilogano la sua identità e le sensazioni
più intime.
Dall'altra parte del locale, perché le opere possano
essere lette e penetrate nei loro diversi codici, ecco l'altro
modo di interpretare la vita: sono le opere di
Giovanni,
il figlio nato nel 1969 dall'accento espressionista, rese
con tracciati e tinte più impetuosi. La sua attenzione
è concentrata sul paesaggio e la grigia periferia della
città che ospita le strutture e dove l'esistenza dell'uomo
è presente.
Il supporto sul quale lavora Giovanni è la carta di
quotidiano che traspare qua e là casualmente, tra le
figure in lotta o i territori che sembrano affiorare da zone
disastrate, luoghi abbandonati e nello stesso tempo in metamorfosi
continua. Scritte di cronaca nera, sport o politica fanno
da corollario a volti vigorosi circondati dal silenzio oppure
a brani di città a cui l'artista lavora con tenacia
per mettere in evidenza pochi elementi, a volte solo simboli,
generati dalla forza della luce. Le pagine dei giornali entrano
così a far parte della composizione diventando la memoria
del mondo, forse quella paterna.
Michela Sala - Milano 26.1.2008
Notizie utili:
I CERRI- Giancarlo e Giovanni - La pittura di generazione in generazione
Milano – Museo della Permanente – Via Filippo Turati 34
Fino al 10 febbraio 2008
Orari: da martedì a venerdì 10/13 e 14.30/18.30; sabato e festivi 10.00/18.30; lunedì chiuso
Ingresso: libero
Catalogo Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Informazioni: tel. 02.6599803/6551445 fax 02.6590840