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LUCIO FONTANA

Buchi, tagli, pietre, olii, Venezie, teatrini ed ellissi mettono in luce, nelle stanze dell'Appartamento del Doge al piano nobile di Palazzo Ducale di Genova, il fare poetico di Lucio Fontana (Rosario 1899 - Varese 1968) per la curatela di Sergio Casoli ed Elena Geuna. Sono esposte le opere secondo una successione di colori - nero, rosa, oro, rosso, bianco, giallo - alle quali si aggiungono le sezioni dedicate all'Acquario, alle Nature e infine gli studi sulla Luce e gli Ambienti. Il particolare allestimento delle sale, caratterizzato dall'uniformità cromatica, si polarizza intorno ad alcune opere, raramente esposte, eloquenti e caratteristiche.

Con un linguaggio tra i più avanzati e originali del dopoguerra, Lucio Fontana ha attraversato da protagonista il ventesimo secolo dirigendo la sua sensibilità verso la globalità dello spazio. Le sue opere non sono mai né totalmente pittoriche né totalmente scultoree: le tele tendono al bassorilievo mentre le plastiche sono quasi sempre colorate. Nel momento in cui il dipinto s'incurva ed acquista la terza dimensione sotto l'azione risoluta del gesto che sottende un concetto, nei famosi "tagli" Lucio va oltre la superficie piana alla ricerca di uno spazio più in là: ora il dietro è messo in rapporto con il davanti e l'impedimento piano è superato.
In esposizione è possibile ripercorrere il suo intero percorso che prende l'avvio dalle tracce nucleari, si sviluppa nei buchi che rappresentano una tappa fondamentale della sua esperienza spazialista e, procedendo attraverso le modificazioni della forma e del colore, arriva ai celebri tagli.
A questo percorso si aggiungono i "teatrini" e un'installazione, Concetto spaziale. I Quanta del 1960, costituito da nove telai dalle forme differenti, monocromi rossi, che l'artista disponeva, di volta in volta, in modo differente sulla parete.

Una sezione particolarmente emozionante è quella dedicata alle ceramiche marine.
Potendo lavorare liberamente con una materia veramente duttile, lo scultore italo-argentino si esprime con la massima libertà, alla ricerca di quello spazio che costituisce il rinnovamento della scultura espressionistica. Dalle opere emergono l'espressività del gesto che plasma e le linee continue che si avvolgono in forme circolari alla ricerca di spazialità. Fontana trasferisce alle immagini un'energia profonda ottenuta anche con l'infrangersi della luce sulla materia spezzettata, alla ricerca non di una figura tradizionale, ma di un'espressività interiore. Queste sculture a gran fuoco hanno superfici scabre, accentuate da colori forti, spesso contrastanti e dai riflessi dorati. Indicativi di questo periodo sono i Cavalli marini del 1936 con i corpi che si fondono al terreno sul quale sono distesi e il colore, antinaturalistico, assume un valore plastico.
Grande rilievo è dato anche agli Ambienti spaziali dove l'uso del neon e della luce di Wood origina sensazioni di grande fascino come la ricostruzione della struttura per il soffitto della IX Triennale di Milano che conclude la mostra con il famoso arabesco.

Michela Sala - Milano 1.11.2008


Notizie utili:
LUCIO FONTANA luce e colore
Genova – Appartamento del Doge, Palazzo Ducale – Piazza Matteotti 9
Fino al 15 febbraio 2009
Orari: da martedì a domenica 9.00/19.00; lunedì chiuso
Ingresso: € 8.00 intero; € 6.00 ridotto; € 3.00 scuole
Catalogo Skira
Informazioni:
tel. 010.5574064/65

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