FUTURISMO - capitolo
terzo
È grazie alla grande mostra "Futurismo & Futurismi" del
1986 a Venezia curata da Pontus Hulten a Palazzo Grassi e
di alcuni critici che già si occupavano da diversi anni del
movimento, che il gruppo ha potuto superare il lungo periodo
d'allontanamento
ideologico. Ed è senz'altro
essenziale approfondire la figura del suo promotore intellettuale
nell'ambito
delle celebrazioni per il centenario della nascita della prima
grande avanguardia italiana.
L'esposizione
F.T. MARINETTI=FUTURISMO, organizzata alla Fondazione Stelline
di Milano e curata da Luigi Sansone, analizza e riscopre la personalità in
tutta la sua completezza.Nato
ad Alessandria d'Egitto nel 1876 e laureato in legge a Genova, Filippo Tommaso
Marinetti ha vissuto e studiato a Parigi dove ha pubblicato, nel febbraio del
1909, il famoso 'Manifesto' che costituisce, in undici punti, il compendio
ideologico di come gli artisti, che vi hanno aderito, intendevanoriformare
il mondo. Bando a tutti i sentimentalismi, audacia, incompatibilità con
le accademie, rivendicazione della libertà di conoscere la vita con le
spinte emotive e creative dell'arte,sono gli elementi essenziali della nuova
poesia che individua nella velocità,nelle
macchine ed anche nella guerra i luoghi delle espressioni migliori. Poeta, romanziere,
saggista ed anche editore, Marinetti è il motore della nuova cultura documentata
in mostra, dalla ricca selezione di documenti originali, e non ancora noti,
che illustrano la sua multiforme attività. Tutti
marchiati dall'impronta innovatrice.
Una copia del famoso giornale
Le Figaro apre il percorso espositivo che propone
ritratti, caricature, manifesti, fotografie, cartoline e diversi capolavori che
sono appartenuti alla sua collezione personale oppure da lui fatte acquistare
al Comune di Milano, più un nucleo inedito di trenta tavole parolibere
oltre al grande testo, mai esposto prima in arrivo dalla UCLA University di Los
Angeles,
Bombardement d'Andrinopole del 1913, il prezioso volume
Zang
Tumb-Tumb edito
a Milano nel '14 dalla Edizione Futuriste di "Poesia" e una lettera che
negli anni Trenta, Vasilij Kandinsky, fondatore dell'arte astratta, scrisse a
Marinetti, perché cercasse di usare la propria influenza con Hitler che aveva
deciso di mandare al rogo, ritenendole 'arte degenerata' le espressioni dell'avanguardia.
Alle preziose opere esposte si aggiunge la circostanza encomiabile che la mostra
è allestita nei nuovi spazi della Sala del Collezionista, frutto dell'avvenuto
recupero che ne ha raddoppiato la superficie.
Michela Sala - Milano 15.2.2009
Notizie utili:
F.T.MARINETTI=FUTURISMO
Milano – Fondazione Stelline – Corso Magenta, 61
Fino al 7 giugno 2009
Orari: marted́-domenica 10.00 - 20.00; luned́ chiuso
Ingresso: € 8,00 intero; € 6,00 ridotto; € 3,00 scuole
Catalogo Federico Motta editore
Informazioni:
tel. 02.54278
web: www.tiket.it/marinetti
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