OTTO HOFMANN
Dipinti, disegni, fotografie, ceramiche, lettere e documenti
illustrano il percorso artistico di
Otto Hofmann (1907-1996),
artista tedesco tra i più interessanti di quanti abbiano
condiviso il
Bauhaus.
Erede delle avanguardie d'anteguerra, la scuola non è stata
soltanto un'istituzione, ma anche il punto di riferimento
basilare per tutto un movimento d'innovazione nel campo
dell’arte. Istituita da Walter Gropius a Weimar nel 1919,
nasce dalla fusione tra l'Accademia di Belle Arti e la scuola
di artigianato artistico. Da quest'obiettivo scaturisce
la disciplina del
design, inteso come unione di tecnica
ed arte poiché il suo fondatore era favorevole ad un insegnamento
progettuale basato su laboratori, sia per quanto riguarda
i progettisti che gli esecutori.
I docenti chiamati, figure
di primissimo piano della cultura europea, -Vasilij Kandinskij,
Paul Klee, Hannes Meyer (direttore tra il '28 e il '30)
e Mies van der Rohe (direttore fino al 33) - hanno trasmesso
i loro studi come nuova disciplina pedagogica. Quella di
Weimar prima e di Dessau poi, è stata un'esperienza
formativa che ha influito profondamente sull'educazione
artistica e tecnica fino ai nostri giorni ed anche Hofmann
dopo aver terminato gli studi d'architettura a Stoccarda
compare, nel 1927, nell'elenco degli allievi che seguono
i corsi.
La mostra a Palazzo Ducale di Genova, curata da Giovanni Battista Martini, ripercorre
l'iter artistico di questo artista dagli anni '20 fino alle ultime realizzazioni
degli anni '90 e attribuisce la giusta visibilità a un personaggio stimato dagli
addetti ai lavori, ma non conosciuto dal grande pubblico.
In esposizione è documentata
l'attività precedente la ferrea censura Nazista, il divieto di dipingere
e la confisca dei quadri come Arte Degenerata. Del periodo trascorso al Fronte,
durante la Seconda Guerra Mondiale e la prigionia in Russia, sono esposti preziosi
acquerelli che testimoniano l'orrore per il conflitto e la sua non partecipazione
alla lotta armata mentre sono molto scarse le tele del ritorno in Turingia poiché, a causa
delle gravi divergenze di ordine politico con la nuova classe dirigente, è costretto
a spostarsi dopo poco a Berlino Ovest abbandonando la quasi totalità dei lavori.
Il percorso della mostra continua documentando gli
spostamenti tra Berlino, Parigi,
il Canton Ticino fino agli ultimi venti anni vissuti in Italia, a Pompeiana,
un piccolo comune ligure. L'esauriente mostra retrospettiva di Otto Hofmann,
considerato dalla critica come uno dei maggiori esponenti dell'astrattismo europeo,
documenta la sua adesione alla lezione del Bauhaus ed alla concezione dell'arte
come ambito espressivo che coinvolge tutti gli aspetti della vita quotidiana.
La sua pittura non si affida alla rappresentazione della realtà, ma indaga
la sua costruzione. Hofmann parte da impegnati studi per interpretare in modo
creativo i processi psicologici delle sensazioni. Le sue opere sono costruzioni
di forme disposte in spazi organizzati che lasciano trasparire il concetto e
le figure geometriche sostituiscono la tangibilità. Hofmann non esprime la realtà,
non evidenzia i sentimenti, ma attraverso linee, forme e colori trasmettere pensieri
e sensazioni che hanno il fulcro nell'intensità della tinta e nel ritmo.
Per conoscere ed approfondire l'argomento è stato organizzato
Intorno
alla mostra,
una serie d'incontri, seminari, lezioni, concerti, corsi che culmineranno con
"A lezione da Kandinkij - Segni, forme e colori: l'ABC dell'astrattismo".
Michela Sala - Milano 24.10.2009
Notizie utili:
OTTO HOFMANN.La poetica del Bauhaus
Genova – Palazzo Ducale - Appartamento del Doge
Fino al 14 febbraio 2010
Orari: da martedì a domenica 9.00-19.00 lunedì chiuso
Ingresso: € 8.00 intero; € 6.00 ridotto; il mercoledì ingresso a prezzo speciale: € 3.00
Catalogo Electa
Informazioni:
tel. +39 010 5574064-65
e-mail: biglietteria@palazzoducale.genova.it
web: www.palazzoducale.genova.it