L’ARTE DELL'OTTOCENTO
ITALIANO
L'Ottocento italiano in confronto alle altre scuole artistiche
europee trova in questi giorni un giusto riconoscimento dopo
un lungo periodo di immeritato silenzio.
Nelle sale del Museo di Milano si respira quell'aria cittadina
tanto cara ai nostri nonni, per una rassegna che, come punto
focale, ha il periodo storico compreso tra l'Unità
d'Italia e l'affacciarsi del nuovo secolo. Grazie ai documenti
pittorici, alle vedute d'insieme, alle scene di vita urbana
e agli episodi risorgimentali si può rivivere l'atmosfera
di un passato glorioso. Nel secolo durante il quale l’Italia
ha conquistato indipendenza e libertà ed ha visto grandi
nomi come Canova, Hayez, Rosso e Segantini, hanno lavorato
altri personaggi ritenuti, troppo spesso, non continuatori
della tradizione classica.
Il curatore Giuliano Matteucci, esperto collezionista, riunendo
una quarantina di capolavori di scuola lombarda, veneta, toscana
e napoletana, realizzati in una situazione storica difficile,
rende non solo omaggio alla città, ma anche a tutto
il periodo da sempre un pò trascurato.
Vincenzo Cabianca, Gerolamo
Induno e Gioacchino Toma si cimentano tra
Romanticismo e cronaca risorgimentale, il quadro di
genere
e la pittura d’interni.
Silvestro
Lega, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori,
i Macchiaioli di Firenze, e
Antonio
Mancini, Giacinto Gigante, Filippo Palizzi
della Scuola di Posillipo, hanno reinterpretato il lento,
ma spesso illuminato tramonto dell’ideale classico e delle
regole ritenute immutabili dell'Accademia realizzando, in
nome dei grandi ideali e dei conflitti esistenziali dei Romantici,
una pittura che analizzasse la semplice natura e la vita quotidiana.
Poi ancora, ecco le figure e i paesaggi dell’area veneta di
Guglielmo e Beppe Ciardi e
di Luigi Nono con i soggetti della laguna
accostati agli spumeggianti
Giovanni
Boldini, Giuseppe de Nittis e Federico Zandomeneghi
della scuola degli Italiani a Parigi. S'incamminano verso
il Novecento
Oscar Chiglia,
Emilio Longoni e Vittore Grubicy de Dragon
cercando nuove tecniche e materializzazioni d'immagini ottenute
con vibrazioni luminose e atmosferiche. In questo scorcio
di primavera e dopo la carrellata d'artisti italiani dell'Ottocento
rimane l'antico, ma sempre valido confronto con i contemporanei
francesi. Questi ultimi sentono in maniera meno forte la necessità
di raccontare e godono di una maggior libertà espressiva
mentre gli italiani sentono l'esigenza di riportare un fatto,
una storia, una persona: frutto di un'interpretazione personale
della vita, di una più tangibile aderenza ad una realtà
che, negli anni seguenti, sfocerà nella divisione dei
colori e poi nell'osservazione e rappresentazione del movimento.
Michela Sala - Milano 6.4.2008
Notizie utili:
OTTOCENTO ITALIANO Maestri e protagonisti
Milano – Museo di Storia Contemporanea – Via Sant’Andrea 6
Fino al 13 aprile 2008
Orari: da marted́ a domenica 10.00 - 19.30
Ingresso: libero
Catalogo Società di Belle Arti
Informazioni: 02.76022713