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LE SCULTURE DI ARNALDO POMODORO

Gli spazi della Fondazione Pomodoro, dal Maestro fortemente voluti e seguiti con passione ed energia inesauribile, costituiscono il palcoscenico per la straordinaria rappresentazione delle sue sculture.
Nata non solo per accogliere grandi mostre, ma come un articolato intervento di conoscenza e diffusione del linguaggio plastico, la struttura accoglie fino alla prossima primavera le sue opere realizzate negli ultimi trent'anni. Ora Arnaldo Pomodoro, con i lavori che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, si racconta per la prima volta in quell'ambiente studiato per le loro proporzioni e parecchie volte messo a disposizione non solo di colleghi affermati, ma anche di giovani artisti.

Con sculture realizzate dagli anni Settanta ad oggi, l'itinerario segue l'evoluzione dell’artista nel suo rapporto con le grandi dimensioni da Cono Tronco del 1972, The Pietrarubbia Group, Giroscopio, Le battaglie fino a Punto nello spazio e Cuneo con frecce del 2006. Il suo modo di operare prende l'avvio da scelte esecutive che vagliano tracce stratificatesi nella profondità del suo essere e della sua memoria, alla ricerca di risposte ad enigmi primitivi, propri della natura dell'uomo.
Sono tre le grandi opere che fanno riferimento al mito e alla storia dell'uomo e sono il fulcro dell’esposizione: una è il Grande portale per l'opera Oedipus Rex di Igor Stravinskij e Jean Cocteau con la scenografia e i costumi da lui realizzati. Compiuto nel 1988 con materiali teatrali, quindi deperibili ed ora fuso in bronzo, misura ben 11,80 metri d'altezza e 9,40 di larghezza; è costituito da due battenti che, grazie alla creatività, ha il compito di mediare attraverso la fantasia un testo che si riferisce ad un periodo storico ben differente da quello del pubblico contemporaneo che assiste. Un'altra opera è l'Obelisco in corten con inserimenti in bronzo, alto 14 metri e ideato sul ricordo quelli dell'antico Egitto e sistemato nell'area antistante l’ingresso di via Solari. Ed infine l'Ingresso nel labirinto adesso già nel suo assetto finale nella cavea del piccolo teatro. È un omaggio alla scrittura e insieme alla comunicazione. Dedicato a Gilgamesh, eroe del primo grande testo poetico e allegorico sull'esperienza umana scritto nel 2000 a.C., si riferisce al tema del viaggio e del dedalo come metafora della vita.

Mentre la mostra Arnaldo Pomodoro. Grandi Opere 1972-2008 si sviluppa a piano terra, ai piani superiori e la cura di Angela Vettese, sono esposte le fotografie di Ugo Mulas. Sono un centinaio di testimonianze che narrano dell'amicizia tra i due artisti tra il 1958 e il 1972; interessante la foto di Cono tronco: Mulas non riuscì a vedere del tutto sistemata la scultura che oggi apre cronologicamente la mostra.

Michela Sala - Milano 18.10.2008


Notizie utili:
ARNALDO POMODORO-GRANDI OPERE 1972-2008
Milano – Fondazione Arnaldo Pomodoro – Via Andrea Solari 35
Fino al 22 marzo 2009
Orari: mercoledì-domenica ore 11-18; giovedì ore 11-22
Ingresso: € 7.00 intero; € 4.00 ridotto
Catalogo edizioni FAP
Informazioni:
tel. 02.89075394
e-mail: c.montebello@fondazionearnaldopomodoro.it
web: www.fondazionearnaldopomodoro.it

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