U.S.A.1929-1939
Alla vigilia degli anni Trenta gli U.S.A. stavano attraversando
una situazione assai precaria. La prima sede della Borsa
di New York - la New York Stock Exchange – aveva la sua sede
in Wall Street, un'arteria importante di Manhattan.
La grande Depressione, detta anche 'La crisi del 1929' aveva provocato un crollo
finanziario tale da coinvolgere e sconvolgere tutta l'economia mondiale. La recessione
aveva avuto effetti devastanti sia nei paesi industrializzati, sia in quelli
esportatori di materie prime: il commercio internazionale era diminuito considerevolmente,
così come i redditi delle persone fisiche, il gettito fiscale, i prezzi e i profitti.
Anche le
maggiori città di tutto il mondo erano state colpite duramente, in special
modo quelle che basavano i propri introiti sull'industria pesante
e il settore edilizio aveva subito un brusco arresto in molti paesi, mentre le
aree agricole e rurali soffrivano in conseguenza del crollo dei prezzi. In quegli
anni di grandi difficoltà una funzione di grande importanza era stata
affidata ai manifesti che trasmettevano l'idea di uno sviluppo efficace.
La mostra
U.S.A. 1929-1939 Dalla Grande crisi al New Deal a
cura di Uliano Lucas inaugurata alla
Fondazione
Antonio Mazzotta, affronta questo tema di grande attualità anche oggi.
Alla grafica e alle fotografie, che hanno caratterizzato gli anni cruciali della
storia americana dello scorso secolo dalla crisi del 1929 alle riforme del New
Deal roosveltiano, è affidato il compito di documentazione. Ai quarantaquattro
grandi
manifesti, tutti appartenenti alla Fondazione Antonio
Mazzotta, sono intrecciate le settantacinque
immagini
fotografiche che comprovano la realtà del momento. Le foto raccontano
del crollo in Borsa, della disoccupazione, della dura esistenza lontana dal sogno
dei cartelloni e della propaganda politica e parlano della trasformazione dei
lavoratori in disoccupati, della condizione dei contadini e della povertà delle
zone di campagna. L'intento
dei tabelloni, ideati da un gruppo di artisti di fama e realizzati in numero
limitato presso lo stampatore Mather & Company di Chicago, era invece quello
di stimolare i dirigenti a impegnarsi sempre di più, di indurre i lavoratori
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produttività e di trasformare tutte le persone in economi risparmiatori.
Gli annunci contenuti sono chiari, efficaci, non ammettono deroghe e le figure,
rese con campiture di colore piatto e rilucente, molto vicine alla realtà.
A caratterizzare i messaggi sono affermazioni perentorie come: Il tuo nuovo anno
sarà come tu lo farai essere. Sceglilo buono- Desiderare o lavorare? Chi veramente
vuole una cosa lavora duro finché non l'ottiene. - Chi non risparmia niente oggi,
non avrà niente su cui contare domani. La realtà, all'opposto, parla attraverso
le fotografie che mettono a nudo le contraddizioni del sistema che, con la grande
Depressione, ha generato una moltitudine di disoccupati: sono le code per il
cibo, i dormitori pubblici, la mancanza di lavoro o l'istante in cui la prima
scarica elettrica uccide una donna condannata a morte o l'operaio edile sull'Empire
State Building.
Michela Sala - Milano 18.5.2009
Notizie utili:
U.S.A. 1929-1939. Dalla Grande crisi al New Deal
Milano – Fondazione Antonio Mazzotta
Fino al 16 luglio e dal 8 settembre al 4 ottobre 2009
Orari: : 9.30-18.30; giovedì 9.30-22: lundì chiuso
Ingresso: libero
Catalogo Mazzotta
Informazioni:
tel. 02.878197/878380
web: www.mazzotta.it