L'ARTE DI TRE GRANDI SOLITARI: KLIMT, SCHIELE e KOKOSCHKA
Il progetto culturale delle mostre organizzate nell'incantevole
Villa Olmo che si affaccia sul lago di Como, aveva avuto inizio
nel 2004 con Joan Mirò, avevano fatto seguito Picasso,
Renè Margritte e Gli impressionisti, i simbolisti e
le avanguardie dello scorso anno e continua in questa primavera
2008 con
L'abbraccio di Vienna,
con quelle personalità della Secessione e dell’Espressionismo
che tratteggiano l'affresco dell'arte mitteleuropea.
Curata da Sergio Gaddi e Franz Smola, la rassegna ha origine
dalla collaborazione scaturita tra il museo austriaco del
Belvedere, che conserva la più importante collezione
mondiale del periodo e l'organizzazione comasca.
L'esposizione ripercorre l'evoluzione dell'arte del Novecento
prendendo in considerazione il Barocco, la Belle Èpoque e
il Biedermeier, per giungere al fulcro con i tre grandi artisti
viennesi
Gusav Klimt
(1862-1918),
Egon Schiele
(1890-1919),
Oskar Kokoschka
(1886-1980) e poi concludersi con le immagini della gran fioritura
artistica di Vienna.
Le opere che preparano nel tempo l'arrivo dei tre artisti
sono prevalentemente legate alla storia mitologica e religiosa
come l'
Allegoria dell'Immacolata Concezione di Maria
di Paul Troger del 1750 o i ritratti ufficiali di Martin van
Meytens oppure ancora i singolari e inconsueti "busti
fisionomici" di Franz Xaver Messerschmidt.
Ma l'emozione arriva quando appaiono le tele di
Klimt.
Cinque olii su tela più tre disegni. -
Signora
davanti al camino, Suonatrice di organo, Dopo la pioggia,
Castello di Kammer sul lago Atter e
Ritratto di Johanna
Staude.
È il trionfo del gusto decorativo. Le figure femminili,
dalle linee affascinanti e sinuose, appaiono come sfumate
nella luce dorata, mentre l'armonia dei paesaggi scaturisce
da un disegno euritmico e da un uso del colore, elegante e
trasparente, alla ricerca di effetti volumetrici.
Poi arrivano le angosce e le sofferenze. È la dolorosa
concezione della vita di
Schiele
con i nudi, asciutti e taglienti, avvinghiati in una stretta
erotica -
L'abbraccio - le donne altere dall'alto
contenuto psicologico che nemmeno la luminosità dei
colori vivaci riesce a smorzare -
Madre con due bambini
- e la cattura della vera essenza degli effigiati -
Ritratto
del dottor Hugo Koller, del
Prigioniero russo
e
La moglie dell'artista - Scavando nei personaggi
per mettere a nudo la loro anima, proietta su di loro le sue
inquietudini.
Diversamente da Klimt e Schiele,
Kokoschka
ha vissuto una vita lunga ed intensa alla ricerca dell'unione
tra sentimento e forma che lo ha spinto ad una partecipazione
totale dei diversi soggetti, senza vuoti formalismi. I suoi
temi spaziano dai panorami naturali alle raffigurazioni ispirate
a fonti storiche e mitologiche -
Il tigrone, Il ponte
Dulsie sul fiume Findhorn, Erodoto, Cava di pietra gialla
presso St.Margarhen e
Ombre magiche del Dr. Bassa
- Con una pennellata veloce e priva di pentimenti non va alla
ricerca di una realtà esteriore, ma della vita pulsante
e di quel mondo interiore, caotico e tormentato, che conduce
ad una resa espressionista.
Nello sviluppo cronologico della mostra, due sale sono ancora
dedicate alle
Donne e al
Viaggio in Italia.
Nella prima la figura femminile, nei panni di madre o di "femme
fatale" rappresenta il canone della bellezza ideale del
momento, nell'altra la rappresentazione romantica delle città
italiane visitate dai pittori.
Michela Sala - Milano 18.3.2008
Notizie utili:
L’ABBRACCIO DI VIENNA – Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere
Como, Villa Olmo, via Cantoni 1
Fino al 20 luglio 2008
Orari: martedì, mercoledì e giovedì 9.00 - 20.00;
venerdì, sabato e domenica 9.00 - 22.00; lunedì chiuso
Ingresso: € 9.00 intero; € 7.00 ridotto
Catalogo Silvana Editoriale
Informazioni:
tel. 039.206868
web: www.grandimostrecomo.it